“MANIFESTO PER IL RICONOSCIMENTO:
CULTURALE, ETICO E SOCIALE DELLE ARTI APPLICATE”

Il concetto nel quale riconoscersi, valorizzare il nostro operato e diffonderlo il più ampiamente possibile è: “una nuova coscienza sociale per le arti applicate”. La modernità, sviluppatasi dall'evento delle procedure di stampa e in generale oggi, con sistemi che permettono la riproducibilità e la trasmissibilità nel virtuale delle idee, della parola scritta, dell'immagine, della grafica, del design, del progetto architettonico, non sarebbero tali senza la fondamentale coscienza, rispetto, apporto del progressivo sviluppo delle tecniche, delle arti e dei mestieri relativi.

Intere categorie di Professionisti si qualificano oggi come ideali rappresentanti di questo movimento, trasversale alle varie forme di espressione, configurandosi come una comunità etica e apolitica che persegue l'approfondita conoscenza di regole, discipline, metodi. L'articolazione delle nozioni in forme significative, si evolve attraverso queste macro categorie da noi riconosciute: l'Architettura; il Design di oggetti, arredamento, spazi urbani; l'illustrazione; il fumetto; la tipografia; la calligrafia, la scrittura; il cinema d'animazione; la grafica in generale; il web; la modellazione 3-D, il virtuale; l'interfaccia telefonica; i contenuti video e sonori per la televisione, il cinema, il multimedia; la fotografia.

L'arte di applicare il progetto, l'artefatto che ne consegue e la sua intrinseca comunicazione, realizza una nuova visione d'intervento e una nuova concezione d'utilizzo di “linee”, “forme” e “spazi” nell'era del virtuale. Lo stile, adesso come un tempo, è funzione di questo operare, non solo cognitiva ed estetica, ma basilare al vivere sociale. Lo stile è anche “riconoscibilità” dell'opera, vecchia e nuova e del Professionista che l'ha eseguita per confermare il proprio tempo e i bisogni futuri. In tutti i media che garantiscono oggi una diffusione di pensiero, questo movimento vuole rendere il rinnovamento dell'operato progettuale “patrimonio pubblico”, richiamando una “rete di possibilità” da cui essenzialmente trarre sinergia, confronto, evoluzione.

In tutte le manifestazioni pratico-estetiche, siano esse di respiro innovatore o di semplice deduzione, si perpetua oggi un'etica in difficoltà che stenta a ritrovare corrispondenze e applicazioni naturali. I Professionisti, senza uscire dalla loro tradizionale concezione stanno progredendo tecnicamente, grazie ad una realtà protesa all’evolversi degli strumenti, ma stanno restringendo il loro campo di intervento creativo alla pura esecuzione, senza possibilità di opinione, rendendo standard gli effetti.

La sorgente dell'emozione, il senso della “visione”, l'applicarsi alle discipline rinnovate, rendono la nostra figura empatica e comunicativa, protesa ad influenzare rapporti paritetici e di equilibrio culturale con qualsiasi interlocutore ultimo. Far rivivere dunque, sistematicamente la nostra conoscenza con la perenne informazione, educandoci per nostra stessa volontà ad intenti e alle pratiche, è lo scopo e l'obiettivo ultimo del nostro agire.

E perchè tutto ciò non rimanga anonimo, disordinato o troppo legato alle necessità economiche, il nostro lavoro che non esclude il consenso allargato di questa società, richiama linee guida che determinino una nuova norma sinergica che segni la via, evitando “spaccature” tra gestione dell'operatività e realtà. Il nostro pensiero sintetico, perchè sgombro da altri obiettivi, afferma la legge del rinnovamento, alla quale non basta trovare riscontro nei risultati che verranno ma che ci impone di “praticare” per la trasformazione.

In questa nuova progettazione delle arti applicate, noi vogliamo ricreare quell'ambito di liberazione dalle costrizioni imposte dal mercato, per dargli l'importanza che ogni epoca gli ha riconosciuto. Il nostro impegno nel liberare le “tradizioni estetiche” con una sistematica “Educazione alla materia”, vuole fondere l'intuizione, la conoscenza, il rispetto, l'azione, per condurre vecchie e nuove generazioni di creativi verso un'esatta coscienza di se stessi.

Questo gruppo di pensatori e di esecutori, riconosciuti nell'acronimo AAG inserito in un marchio "trasformista" volutamente sintetico ed intuitivo, procederà in difesa delle necessità, ma anche del coraggio di una così grande massa di operatori, basilari a questa realtà che riconsiderano oggi, a ragione, il loro mestiere.

 

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