AAG prende un caffè con Fabrizio Olivetti Art Director dell'Ufficio Grafico del Comune di Venezia, in sé una particolarità nel panorama delle comunicazione visiva Internazionale. L'ufficio si occupa da più di trent'anni dell'immagine di una Città unica nel suo genere, che accoglie ogni anno milioni di turisti da informare a loro volta. Fabrizio è un veneziano doc con una professionalità andata oltre il mestiere di grafico e oltre alla ricerca di "successo" tipica di questi tempi. Il suo lavoro quotidiano per trasformare i contenuti in immagini non dipende da mode di genere né da influenze di mercato, ma sottostà unicamente alle esigenze dell'unico vero cliente dell'Istituzione: il Cittadino. Con stima, il Direttore di AAG gli ha rivolto dieci rapide domande che hanno ricevuto altrettante rapide e coerenti risposte.
AAG - Se tu non fossi veneziano, sarebbe più facile o più difficile occuparsi dell’immagine della Città?
F.O. - Se non fossi veneziano temo che sarei scivolato su quelle banalità che spesso si usano per rappresentare una strana Città come la mia.
AAG - Che cosa ti piace e cosa non ti piace della comunicazione grafica di oggi?
F.O. - Gran parte della comunicazione grafica attuale non mi piace, perché ha perso quella connotazione di oggetto intellettuale: sarà la mancanza di creatività, una bolla di banalità, una marea di computers, una carestia di idee, un’assenza di umiltà, una sovrabbondanza di “maneggioni”… ma potrebbe anche essere che io da vecchio grafico mi sia rimbambito.
AAG - Dopo 30 anni di professione all’Ufficio Grafico del Comune di Venezia, ritieni di avere uno stile riconoscibile per interpretare ogni richiesta?
F.O. - La coerenza (da non confondere con immobilismo) è dote importante per qualsiasi individuo o mestiere: lo stile ne è la conseguenza. Se c’è non perdi tempo a farti riconoscere e a farti capire.
AAG - Che rapporto hai con le nuove tecnologie digitali per eseguire il tuo lavoro?
F.O. - Ogni stagione ha i suoi frutti. Io resisto, senza rimorso alla tecno-dipendenza. Uso prima la testa, poi la mano e solo infine la macchina.
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“Non mettere ma togliere”, cosa pensi di questo concetto?
F.O. - Non mi infastidisco quando il committente considerando il mio progetto sbotta: “tutto qua, anch’io ne sarei stato capace!” Questa è la sintesi perfetta.
AAG – Il Filosofo Massimo Cacciari si è espresso in questo modo: “se la politica non decide per la bellezza la creatività non emerge”. Visto il tuo rapporto quotidiano con le esigenze creative di una un’Istituzione, sei d’accordo con questa affermazione?
F.O. - E bravo Massimo, ma la politica (attuale) prima di intervenire su certi argomenti avrebbe bisogno di un pò di "sana cultura".
AAG – Cito Umberto Eco: “Si costruiscono forme compiute quando si è sicuri della propria identità culturale e si accumulano elenchi quando ci si trova di fronte a una serie ancora sconnessa di fenomeni, all’interno dei quali si cerca questa identità”. Venezia ha una forte identità visiva, ma perché non diventi con il tempo un lungo elenco di Musei, Chiese, Opere d’Arte… la comunicazione grafica cosa può fare?
F.O. - La comunicazione grafica può solo aiutare, il più lo farà il cervello della gente.
AAG - Se tu dovessi sintetizzarti con un’immagine grafica che cosa vedremo di te?
F.O. - Un cubo… rosso, blu, giallo
AAG - C’è qualcosa che non hai ancora fatto e che vorresti realizzare?
F.O. - Io lavoro sulle richieste che mi fanno e questa è la cosa più fantastica: ogni giorno una sorpresa e una novità.
AAG - Fatti una domanda e datti una risposta!
F.O. - Io chi sono? E… come disse Ulisse a Polifemo “nessuno”.
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