L'Accademia delle Arti Grafiche di Venezia presenta in questo spazio una rubrica periodica dedicata alla cultura del progetto di comunicazione visiva e multimediale. “Davanti ad un Caffè” AAG rivolge dieci domande ad autori, professionisti, designer, amministratori pubblici e privati, docenti, artisti, scrittori, invitati a dare un’opinione personale sui cambiamenti in atto.

 

Dieci domande a "ANTONELLA FABRIS"

 

Antonella Fabris da molti anni operativa nell'ambito della Formazione professionale e oggi responsabile dell'Area "Comunicazione interna" nel network SGA, prende un caffè con AAG. Da qualche mese la "SGA - Specialisti Gestione Aziendale" è diventata partner di Accademia delle Arti Grafiche di Venezia che ha deciso con questo atto, di orientare parte della sua progettualità alla Formazione creativa per l'Impresa. Antonella ha accettato di rispondere alle dieci domande di AAG Caffè "espresse" con un pizzico di provocazione dal nostro Direttore, riuscendo concretamente a darci visione di un'attività tutt'altro che semplice.

AAG - Più creativa o più metodica?
A.F. - Vorrei dire che sono sia creativa che metodica, forse è troppo? Quando sono in gruppo mi piace essere passionale e dare sfogo a tutta la mia creatività, l’essere poi metodica mi permette successivamente di lavorare per obiettivi sempificati e raggiungibili.

AAG - L’impresa che comunica oggi, deve: essere; fare; agire; imparare; adeguarsi? Scegli uno di questi aggettivi!
A.F. - Preferisco “agire”. L’azione è il cardine dell’apprendimento basata su: "Competenza" come tendenza all’autonomia, all’indipendenza e al controllo personale sugli eventi della propria vita; "Appartenenza" come scambio di valori che permetta di acquisire strategie necessarie per un agire interpersonale e cooperativo.

AAG - Secondo la tua esperienza, ha senso rendere pubbliche le metodologie interne di un’Azienda attraverso i media? O sono notizie da tenere riservate? 
A.F. - Le metodologie sono parte degli strumenti di lavoro delle strategie aziendali e quindi da tenere riservate, diversamente dalla cultura che invece deve apparire visibile, per esempio attraverso la storia aziendale.

AAG - Data la grande concorrenza, un’Azienda che non si sente più competitiva deve..?
A.F. - Deve considerarsi  “luogo di sviluppo delle competenze” così da ritrovare forte motivazione attraverso il coinvolgimento delle persone che ne fanno parte.

AAG - “Quanto vale” oggi nel mercato della comunicazione, l’immagine etica di un’Impresa che produce beni di consumo?
A.F. - Oggi si parla molto di etica, l’immagine è certamente importante ma dovrebbe essere il risultato di testimonianze “neutre” e di comportamenti coerenti.

AAG - “Chi gestisce il prodotto commerciale necessariamente dispone di una certa quantità di nozioni per avere successo. Sa leggere ed analizzare il cambiamento ed è in possesso di basi concrete tese all’innovazione. Quello che più conta, comunque, è che decide in maniera del tutto autonoma senza doversi affidare al parere di altri”. Cosa pensi di questa affermazione?
A.F. - Il marketing oggi assume una valenza strettamente relazionale, il che significa che per avere successo non si pone più il prodotto al centro delle scelte strategiche, ma i bisogni dei propri clienti. Risulta pertanto difficile non considerare il parere di “altri”.

AAG – “Oggi in Italia, economia e politica sono facce della stessa medaglia”. Cosa pensi di questo concetto?
A.F. - Magari fossero facce della stessa medaglia, significherebbe che l’economia da una parte e la politica dall’altra lavorerebbero per aumentare la credibilità e il posizionamento del paese Italia, attraverso una condivisione di scelte responsabili.

AAG - Se tu avessi un’Azienda che produce, cosa sarebbero i tuoi prodotti e come li presenteresti al mercato?   
A.F. - Di quali prodotti necessita il mercato? Difficile trovare la risposta visto che l’offerta supera la domanda, penserei comunque ad un prodotto necessario, semplice e alla portata di tutti. I clienti potrebbero testarne l’utilità e diventare promotori dell’iniziativa attraverso molteplici reti comunicative.

AAG - Con sincerità da professionista: il tuo “modus operandi” ha sempre successo?
A.F. - Difficile dirlo, potrei comunque affermare che tra i miei valori l’onestà intellettuale è tra i primi posti. Il che non significa “riuscirci sempre”.

AAG - Può essere banale come domanda, ma: contribuire a migliorare l’operatività di altri vuol dire modificare continuamente se stessi?
A.F. - La domanda non è affatto banale, direi piuttosto che contribuire a migliorare l’operatività di altri rafforza la propria identità, soprattutto perché si è chiamati a fare costantemente analisi e diagnosi degli interventi attuati.


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